Sarri è troppo per la Lazio e per questo Lotito

u la sconfitta Nel Derbyla nona in questo campionato e la quinta senza dare segni di esistenza in campo (Milan, Bologna, Verona, Napoli e – appunto – Roma), oltre all’immediata eliminazione dalla Coppa Italia (altro KO contro Pioli senza nessuno) . tentativo di entrare in competizione) e dall’Europa League (firmata più dal Galatasaray, in un’immersione nel campionato turco, che dal Porto dell’antico Conceicao), richiede attenzione. riflessione su cosa succede nel Lazio senza il presidente Lotito ei suoi principali collaboratori lanciano a segnaleStava solo difendendo il club e il suo manager, Maurizio Di frequente. Il silenzio bianconero è stato assordante anche dopo il clamoroso “smashing” con cui Ibanez ha quasi fatto cadere il naso di Milinkovic Savic in mezzo all’area: un possibile rigore, subito dopo l’1-0 di Abraham, avrebbe potuto rivitalizzare una squadra completamente assente anche se se dovrebbe. hanno alzato il livello di protesta, mentre Sergei sanguinava dal naso e cercava il sostegno dei medici. Un dettaglio, certo, in un derby strapazzato davanti a Mou, ma capace di far capire quanto Laziointesa come entità e non come squadra, è completamente sottratta alle normali attività di gestione.

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Lazio, tutti convocati dalle Nazionali

lo so Lotito Nel corso della sua feroce battaglia con il presidente federale Gravina, si vantava di aver favorito l’elezione del suo candidatoLorenzo Casini, presidente della Lega, i tifosi e, forse, lo stesso Di frequentesi aspettavano qualcosa di diverso sostegno del Lazio. Forse un mercato più furbo e competitivo di quello ottenuto a gennaio, quando vennero acquisiti due giocatori antipatici all’allenatore (Kamenovic, mai utilizzato, e Cabral, quello apparso a Udine), oppure una difesa degli interessi della squadra dopo il derby, per quello cade. su rigore su Milinkovic; o anche prima, quando il calendario aveva costretto i bianconeri a giocare alle 12.30 di domenica dopo una partita di Europa League di giovedì sera, salvo essere stati messi da parte lunedì sera (contro il Venezia) quando erano già stati eliminati dalla Coppa. La sensazione è che il Presidente viaggiano da quasi un anno nel camminare a piedi diverso da quello di Lazio e, soprattutto, di Maurizio Di frequenteche con grande ambizione aveva scelto di sostituire Simone Inzaghi. Gestivo tutto con il fai-da-te, vivevo alla giornata e non facevo nulla programmazioneLotito sembra essere arrivato a un bivio epocale perché proprio quando gli fu affidato un primo allenatore, finì il i soldi autofinanziamento, tanto da essere costretto a lottare contro l’indice di liquidità prima ad agosto e poi a gennaio. Per dirla molto semplicemente, non c’è più cassa capace di sostenere gestioni ambiziose per le operazioni assolutamente disastrose effettuate nei precedenti mercati (almeno due) dal ds. forte, che secondo alcune indiscrezioni ha addirittura firmato un nuovo contratto pluriennale. Inutile, quindi, ricordare quanti giocatori andranno parametro zero (compresi titolari come Luiz Felipe e Strakosha) perché il club non li ha accontentati e quanti sono stati prima acquistati a caro prezzo e poi messi in prestito in tutta Europa senza nessuno. futuro: torneranno tutti a Formello, alcuni anche con una retrocessione nelle retrovie, e torneranno ad essere espulsioni pesantissime dal punto di vista economico.

Sarri, che fatica a trasformare una squadra che non corrisponde alle sue idee (l’anno scorso la Lazio aveva 55 punti e una partita da recuperare, mentre ora sono solo 49 e le rivali per l’Europa sono aumentate), lì ti vuole affiancare in tutto . rispetto. Che ci crediate o no, questo deve capirlo Lotito, che al pranzo di Natale ha sventato un nuovo contratto per Mau davanti a una squadra che non c’era e di cui non ha mai parlato, almeno fino ad oggi. Tanto che Sarri pensa alla possibilità di una separazione a fine stagione: con quali garanzie il tecnico può ripartire, se non riesce nemmeno a curare la dolorosa e inevitabile cessione di Milinkovic Savic al miglior offerente. i conti, garantiscono l’iscrizione al campionato ma anche un mercato di alto livello? Non c’è più solo un problema tecnico da affrontare, così vende talenti come il serbo, Luis Alberto e magari lo stesso Zaccagni per sostituirli con giocatori altrettanto bravi ma anche economici: se non può tifare Sarri, liberalo appena possibile. , per il bene di Mau e della stessa Lazio, che a fronte di una riduzione non può più insistere su un allenatore così esigente.