Roma, magnifica Ossessione

C’è solo Roma in Europa. Solo lei si ferma. La sua sarà anche, è, la terza coppa più importante: ma non possiamo più permetterci di essere intrappolati, visto che siamo fuori dal mondo, in Champions League, in Europa League e se non ci fosse tale benedizione in Conference ci avevo. probabilmente anche fuori di testa.
La Roma meritava una serata del genere: ha giocato la partita più bella della stagione, la meno “italiana”, in una splendida Olimpiade, per i bei tempi: soprattutto nel primo tempo ha prodotto un calcio brillante, ben organizzato, applicato. . , efficace. Non facendo respirare i norvegesi, imponendo loro tempi, maniere e uno Zaniolo esaltante, sulla palla come non mai, ecco un altro miracolo del metodo Mou: bastone bastone bastone e al momento giusto la carota di proprietà. Anche “Ossessione” di Zaniolo – la definizione dello Special – dribblava alla perfezione, tirando fuori la lingua per il recente passato e i 18 mesi interrotti: si è reso conto di tutto quello che aveva dentro. E i suoi compagni di squadra lo hanno seguito, ci hanno provato con lunghi balli e sono scesi al piano di sotto, incoraggiandolo a uscire allo scoperto. C’è molto Mou in questo business infinito e in questa squadra. Anche, se non soprattutto, in relazione al campionato. Ho pensato durante la partita con Bodo: solo due, al massimo tre romani saranno proprietari delle quattro squadre che li hanno preceduti in campionato. Rui Patricio – sempre a partire dal portiere – è sicuramente dietro a Maignan, Ospina e Szczesny e batte Handanovic; in fase difensiva vi lascio a valutazioni e conclusioni, ma molto evidenti (Zalewski in ogni caso si muove); Il miglior difensore centrale di Mourinho, Smalling, sarebbe in panchina con Inzaghi, Pioli, Spalletti (l’inglese interpreta Rrahmani) e Allegri; l’unico centrocampista in grado di guadagnarsi una posizione fissa tra i primi quattro è Pellegrini, semmai; finalmente Abraham e Zaniolo, questo Zaniolo – non posso considerare gli altri – partirebbe dall’inizio all’Inter e forse anche al Milan.
E quante di quelle riserve, o seconde scelte, delle prime quattro partite stabilmente nei Yellows? Naturalmente Kalulu, Rebic, D’Ambrosio, Darmian, Gosens, de Vrij, Correa, Vidal, Lozano, Mertens, Elmas, Zielinski (o Ruiz), McKennie, Bernardeschi, De Sciglio e naturalmente Dybala. Mou, cioè, sta sfruttando al meglio il materiale che ha e che, tanto per dire, i cinque punti che hanno diffuso oggi la Roma dalla Juve sono il prodotto della partita di Torino: sappiamo tutti com’è andata. Lo Speciale ha avuto successo perché, dopo un evidentissimo calo di tensione, è stato seguito con determinazione, coraggio ed entusiasmo. Straordinaria, ma non nuova, la sua capacità di coinvolgere: gli stessi tifosi hanno dato tutta la fiducia possibile unendo Olimpiadi e corner dedicati non solo per i prezzi estremamente apprezzati. Dove voglio andare, visto che siamo a un mese e mezzo dalla fine della stagione? Se c’è un momento in cui un grande investimento tecnico può dare risultati immediati, è proprio questo: le grandi aziende hanno difficoltà e limiti di spesa, le distanze non sono più incolmabili come prima, quindi Friedkins dovrebbe riflettere sugli obiettivi. contesto e tempo. Non voglio rischiare di essere ripetitivo, ma i segnali che arrivano da Torino, Milano e Napoli permettono più di un’apertura alle speranze della Capitale. Il discorso va esteso anche alla Lazio, pur sapendo che Lotito ha una filosofia manageriale dalla quale è difficile dissociarsi.
PS. L’ultimo italiano a lasciare l’Europa ieri è stata l’Atalanta, che non ha esitato a giocare, ma ha faticato a trovare la strada per la porta, avendo recuperato Zapata solo la scorsa settimana: era stato ingaggiato da dicembre. Gli applausi finali dello stadio hanno sublimato il rapporto osmotico tra la città e la squadra di un grande allenatore, Gasperini.

La necessità del Var in atto nella fase finale del torneo

A causa degli impegni contrattuali con le emittenti (Dazn e Tim), la Lega non può autorizzare la contemporanea partenza degli ultimi turni, richiesta un paio di settimane fa dal nostro Dalla Palma e poi da Pioli e Sconcerti. È possibile e utile, però, riportare allo stadio il Var nella fase finale del torneo, come avviene in Champions League: da questa stagione la Uefa ha infatti adottato in tutte e sei la soluzione mista. turni di gruppo. : alcuni incontri da Nyon, altri a posto, anche per problemi di connessione poi, dal secondo tempo, il knock out, tutto a posto. Questa è un’esigenza sentita da alcuni allenatori, i quali ritengono che nel momento decisivo della stagione l’assistente video debba vivere a stretto contatto con il terzetto di arbitri, respirando a pieno l’atmosfera della partita. Lissone è lontana da tutto, a volte anche dalla verità del campo.