Prossimi Botman, Sanches, Scamacca e Milan: successi in Champions League?

Il distacco con le prime squadre europee è sostanziale, ma il Diavolo è sulla buona strada: reparto per reparto, ecco come si impegnerà per essere più competitivo nella prossima stagione europea.

L’aritmetica non è stata ancora ufficializzata, quindi ci vorranno ancora alcuni giorni. Ma il Milan, oltre a inquadrature degne di un film di fantascienza, giocherà anche la prossima Champions League: 15 punti di margine sul quinto posto a 8 giorni dalla fine del campionato lascia poco spazio di manovra anche ai pessimisti più inguaribili. superstizioso. .

Se Stefano Pioli concentra tutta la sua attenzione ed energia sul gol dello scudetto, la dirigenza può già lavorare per rafforzare la squadra, dandole una dimensione ancora più europea. Il ritorno in Champions dopo sette anni di assenza ha fotografato con precisione la distanza che oggi separa il Diavolo dalle prime squadre continentali: manca ancora qualcosa per esprimersi a quei livelli, ma non un’enormità. In un girone terribile con Liverpool, Atletico e Porto, il Milan non sembrava sfigurato. E forse, con un po’ di fortuna e qualche decisione arbitrale meno sfavorevole, avrei evitato di finire ultimo. Il resto della stagione ha confermato la validità del progetto e la bontà della base che l’opera del direttore Maldini e del direttore del Massara mette a disposizione del tecnico. Tuttavia, faremo un altro passo. E per farlo, devi muoverti bene sul mercato.

Difesa

Contro Maignan, l’ascesa al centro di Kalulu ha risolto in un colpo solo due problemi: il grave infortunio di Kjaer e i guai di Romagnoli, alle prese con problemi muscolari e una situazione contrattuale che sembra preludio all’addio. Intoccabile Tomori, il reparto necessita ancora di un impegno importante, proprio in vista delle probabilità di partenza del capitano. Botman del Lilla è stato a lungo l’obiettivo principale, con altri nomi come Mbemba del Porto sullo sfondo e con il Bremer che lo amava in via Aldo Rossi e in tanti altri club. Basterebbe Botman per dare al Milan una difesa da “Campioni”? Probabilmente sì, perché a quel punto i rossoneri avevano quattro centrali di prima classe. E con un deputato di Théo più fidato di Ballo-Touré, anche il dipartimento della difesa andrebbe bene.

Centrocampo

Più complessa la situazione a centrocampo, visto che Kessie ormai è perso e l’incoerenza di Bakayoko si è risolta in un Milan che guarda al top. Renato Sanches è da mesi il nome ricorrente del centrocampista rossonero: l’ultima parte della primavera sarà decisiva per l’attacco portoghese, ma l’impressione è che serva almeno un elemento di profondità in più, se proprio si vuole. competere contro linee di centrocampo fisiche come quelle delle squadre della Premier League o molto abili nel possesso palla come quelle ammirate a Madrid e Barcellona. Un giocatore esperto come Veretout aiuterà, mentre i profili di Asllani sono intriganti per il futuro, ma non sono pronti per una squadra che cerca risultati immediati.

Attaccante

A stuzzicare l’immaginazione dei fan, però, è soprattutto la caccia ai bomber. Anche in questo caso, il tipo di rinforzo che verrà scelto non può prescindere dalla soluzione di un ingombrante enigma: Ibrahimovic rinnova o chiude la sua seconda avventura milanista? Partendo dal presupposto che Giroud sarà sempre un tassello fondamentale del mosaico, in alternativa al ruolo di centravanti i principali candidati oggi sono Divock Origi e Gianluca Scamacca. Due identikit diversi: il primo non ha molto spazio nel super Liverpool di questi gloriosi anni, ma ha già una grande esperienza internazionale, accumulata anche con il Belgio; l’italiano, invece, è il purosangue che cresce, campionato dopo campionato, fino a diventare il probabile futuro “numero 9” della nazionale. Ma corazzate come il Bayern, il Real Madrid o il Manchester City non l’hanno nemmeno affrontato. Stesso discorso per Noa Lang e Dumenico Berardi: l’olandese ha già percorso chilometri in Champions, impressionando anche negli scontri contro il City di Guardiola, mentre Mimmo è ancora in attesa del definitivo salto di qualità oltre i confini nazionali. Il disastro blu con la Macedonia del Nord non ha migliorato le cose in questo senso. Ma ha 27 anni, se vuole cambiare dimensione non dovrebbe fare tardi, e il Milan potrebbe crederci.