Milan, Origi ha segnato pochi gol e giocato poco

La carriera dell’attaccante belga stenta a uscire, nonostante il suo talento. E negli ultimi due anni, tra scelte tecniche e infortuni, ha giocato meno di mille minuti al Liverpool.

Divock Origi è ancora a caccia del suo Zeman, allenatore che, in pensione, in estate, mostra fiducia nel chiamarlo “bomber”, nonostante un passato con pochi guizzi sotto porta. Come fece la Boemia con i Signori al tempo di Foggia, e chissà se Origi seguirà mai le orme di Beppe-gol. O se trova un allenatore che ci crede davvero, nonostante i numeri siano a dir poco centrati: cinque gol quest’anno, uno la scorsa stagione, sei nel 2019-20.

Idea Milano

Il belga è l’ultima idea per l’attacco del Milan. Il reparto ha bisogno di aggiornamento, si sa, Ibra va per 41 anni e Giroud per 36. Dietro di loro c’è il giovane Lazetic, 2004, talento serbo arrivato a gennaio dalla Stella Rossa ma ancora in cerca di minuti in campionato. Origi compie 27 anni ad aprile e il suo contratto sta per scadere. C’è stato un primo contatto esplorativo per testare le acque e capirne la fattibilità. Quest’anno ha affrontato due volte il Milan in Champions League: all’andata ha assistito Salah, poi ha punito Maignan a San Siro. Due vittorie sono un obiettivo. L’affare è abbordabile, non c’è nessun canone da pagare e il profilo rimane in linea con la policy di Elliott, ma il giocatore ha diversi difetti. Intanto gol: Origi non è mai stato attaccante. La sua storia racconta.

Pochi gol

In campionato non è mai andato doppio, segnando 8 gol a Lille nel 2014-15 e 7 a Liverpool nel 2016-17 con Klopp, dove ha stabilito il record di reti stagionali tra Premier League e coppa (11) . L’unica cosa che ha in comune Giroud è René Girard, l’allenatore con cui Olivier ha vinto la Ligue 1 nel 2012 con 21 gol. Mai come in campionato. Come il belga a Lille tre anni dopo. Girard ha confessato che, per motivare i francesi, ha dato loro dei “calci nel culo”, che sa avrebbe potuto usare con la punta belga. In nazionale, invece, Origi non segna da otto anni. L’ultimo gol è arrivato nel novembre 2014 contro l’Islanda, in un’amichevole. Chiuso da Lukaku, insostituibile in Belgio, ha segnato 3 gol in 31 presenze. Ha preso parte a Euro 2016 e ai Mondiali 2014. A Sint-Michiels, un sobborgo di Bruges, un delfino ha preso il nome dal gol segnato contro la Russia (il più giovane marcatore belga in una Coppa del Mondo).

Esterno

Il secondo punto è la condizione. Negli ultimi due anni, tra scelte tecniche e infortuni, ha giocato qualche migliaio di minuti in tutte le competizioni, segnando solo sei gol. Finora ha giocato 71 minuti in Premier League, non una partita intera. L’ultima stagione in cui eccelle è stata la 2019-20, 6 gol e 4 assist in 42 partite, molte delle quali da sostituto. Un po’ attaccante centrale, un po’ ala sinistra, Origi ha iniziato a giocare sulla fascia e poi si è concentrato. Qualità: velocità, progressione, tiro in porta decente. Difetti: Parlare di “bomber” finora non ha mai dimostrato di esserlo, anche se è passato alla storia del Liverpool bussando alla porta. Ha segnato i suoi gol più importanti tra maggio e giugno 2019, due al Barça e uno al Tottenham, il primo in semifinale di Champions League e l’ultimo in finale. Se non fosse stato calciatore, sarebbe diventato uno psicologo: “Mi piace capire la mia personalità, magari quando piango tornerò a scuola”. Ma dopo tre anni non riesce nemmeno a spiegare il ritorno di Anfield. E forse nemmeno il limbo in cui si trovava, che ha riservato ai Reds per due stagioni.

Nell’ombra

Origi si fermò. Il salto di qualità non è mai arrivato. All’epoca a Lille era uno dei talenti più forti in circolazione, quando segnò per la Russia aveva 19 anni, il Liverpool lo portò a 20 per dieci milioni. Quindi, la linea di fondo è che non vediamo l’ora. La promessa è piena di “se”. Ad Anfield, se escludiamo le due partite di Champions League, ha vinto 5 trofei senza essere protagonista. Quest’anno ha alzato al cielo la Coppa di Lega, due gol in tre partite, ma in finale ha giocato solo 23 minuti. Forse è meglio fuori, uno come lui ha bisogno di spazio. Se si parla di velocità nel breve ha poco in comune, ma non è un bomber. Chissà se lo sarà mai.