Juve-Marotta, la storia: domenica la sfida della verità

TORINO – Certo, quando Fabio era ancora lì parassiti nel ruolo di dirigente del mercato in bianco e nero, faccia a faccia da Derby d’Italia lo era ancora di più pepato e intriso di sentimentalismo (e non necessariamente di affetto, i sentimenti più popolari…). Da una parte, infatti, i nerazzurri, c’era il direttore generale Beppe Marotta: che alla Juventus a un certo punto non era più considerato funzionale ai piani e alle strategie. Dall’altro, bianco e nero, l’uomo che ne aveva preso il posto dopo anni e anni di apprendistato che portavano anche oltre la soglia del rapporto fraterno.[..] Oggettivamente, è difficile non riconoscere quell’atterraggio Marotta all’Inter aveva il effetti sperava, riportando il club alla vittoria e ad un sicuro ruolo da protagonista sulla scena nazionale, come non accadeva da tempo. u Scudetto Lo dimostra il ventennio dell’anno scorso (la stessa parabola bianconera: un anno di scontro, poi trionfo) e anche il fatto che in questa stagione dall’estate tutti indichino l’Inter come favorita (incluso Allegri), attesta un certo buon livello. del lavoro svolto. […]

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Juve e poi Marotta

Ciò che si può fare, tuttavia, è notare che si sta cominciando strategia più rischioso, o rischioso, o ambizioso, o rischioso, o appassionato (ognuno a scegliere in base alla propria sensibilità): a cominciare dall’acquisto di Christian Ronaldo– accanto al quale alla conferenza stampa di presentazione era seduto Paratici e non Marotta che era ancora in carica, – prosegue Dire bugie (85 milioni), Chiesa (che è formalmente in prestito il primo anno a 3 milioni e il secondo a 7 milioni, ma è previsto un obbligo di riscatto a 40 milioni più bonus), Vlahovic (75 milioni). In passato importi simili non sono mai stati spesi per giocatori giovani e con grandi potenzialità, ma per la maggior parte dovevano comunque provarci. No, sotto la direzione di Marotta solo in un caso era così completo, ma l’uomo in questione era Gonzalo Higuain: attaccante già esperto e fresco marcatore del record di gol segnati in Serie A. Sicuramente un investimento sicuro per l’immediato, non una scommessa in prospettiva per Chiesa, De Ligt, Vlahovic (presi ogni 20 anni o più). Lo stesso Vlahovic, però, rappresenta uno degli elementi più emblematici di distacco dalle strategie tipiche della Juventus Marottiana rispetto al palo. Mai, in passato, avevo trascorso così tanto tempo in una sessione di mercato invernale. Cherubini e È giuntoinvece, hanno fatto il scoppio. Tornando alla questione dei grandi numeri, la controprova è proposta dal mercato che ha fatto Marotta in nerazzurro. [..] In questi tre anni di mercato inserisce confronti (non considerare la prima stagione di Marotta L’Inter ha assunto il mandato solo a dicembre e quindi non ha preso parte alla stagione estiva), rispetto ai 408,5 milioni spesi dai nerazzurri, ecco i 467.6 trascorsi dai bianconeri con Paratici e Cherubini prima, e poi con Cherubini e Arrivabene. Ammesso, però, che ai 467, 6 pagati, andranno sicuramente aggiunti i 40 milioni di euro (8 più eventuali bonus) che la Juventus pagherà alla Fiorentina per il riscatto coatto di Chiesa e anche i 28 più bonus possibili per il riscatto di Kean. ad ora. Si va oltre i 550. Ma attenzione a un aspetto: oltre alle ambizioni della Champions, influenza anche contesti preesistenti. Marotta doveva aprire un ciclo, la Juve ha rinfrescato un gruppo che aveva già fatto la storia. Non è un casoAnni La media nerazzurra ha circa 30 anni, il bianconero 27. Fin qui, però, le riflessioni. Domenica la palla va a campagna.

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