Inter, Onana tra papere, squalifiche e due anni difficili

L’uscita a vuoto del futuro portiere nerazzurro è costata all’Ajax l’eliminazione dalla Champions League. Un periodo buio che inizia con la squalifica per doping. Eppure la classe è qui

“Miaaaaaa!!!”. Onana. Leggilo come un punto esclamativo: O Nana. E non l’ha presa, no. Alla Forrest Gump: Onana è quella che fa l’anatra. Il futuro portiere dell’Inter si specializza, guadagnandosi un Master in Ducks, per così dire. Ieri sera la serata di Champions League alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam. Sfortunato Onana ha sbagliato i tempi di uscita, Darwin Nunez ha segnato, l’Ajax ha lasciato il torneo, il Benfica lo ha ringraziato, Samir Handanovic si è alzato dal divano di casa, ha schioccato le dita e le mani. Dal manuale del calcio, capitolo dedicato all’uscita del portiere. C’è scritto che il gesto di uscita è rotto nella fase di avvicinamento, squilibrio e presa. Onana ha rivelato tutti e tre. Si raccomanda inoltre di eseguire la fase di ripresa con le braccia tese, dirette e allineate verso la palla, per evitare il contatto con l’avversario. Ehi, credimi. Quando la scuola ha spiegato la partenza, Onana era assente senza una scusa. O chissà: guardava fuori dalla finestra il paesaggio.

Alcuni portieri dicono: ma dove volevi finire? Ecco, Onana, appunto. Forse sta spiando qualche senso di colpa, o forse è vittima di un macabro. Ci ha dovuto pensare quando era sdraiato a terra dopo il gol di Nunez: la faccia era sprofondata nell’erba, le braccia ancora tese, stava prendendo un pallone improbabile che non c’era più. Il fatto è che, da quando l’ha comprato all’Inter, André Onana non ne ha indovinato la metà. Parametro zero, certo. Anche la soddisfazione è zero, però. Il repertorio delle sue ultime anatre – come diceva lui – solleva una domanda spontanea: è davvero così? Chissà se Marotta e Ausilius faranno la domanda. Contratto quinquennale, tre milioni a stagione. Visite mediche già fatte. Va tutto bene, ovviamente. A gennaio, in Coppa d’Africa: Camerun-Burkina Faso. Altra uscita sbagliata – bucare completamente l’intervento su cross – altro gol preso e la strada lo offende sempre. Grosso errore di André “Mani di Frolla” Onana, siamo nell’ABC del buon manuale del portiere. Si ripeterà – in quella Coppa d’Africa – in finale per il 3° posto, sempre contro il Burkina Faso. Un obiettivo giusto, questa volta. Molto imbarazzante, Fantozziano. Errore poi rimediato con un rigore parato, ma la macchia di salsa sulla maglia è rimasta. E sui social in questi giorni Onana finisce come Loris Karius, divenuto un meme da quella sfortunata notte di Champions League – (Parafrasando Venditti: “Notte di lacrime e di preghiere / Fare il portiere non sarà mai un lavoro mio”) – in che ha perso e il Liverpool ha perso contro il Real Madrid.

Forse è troppo sicuro di sé, forse è troppo piccolo. Il ragazzo nato a Nkol Ngok, iscritto da piccolo alla Samuel Eto’o Academy, all’età di quattordici anni già nel settore giovanile del Barcellona (lo disse lo stesso Eto’o, ma dopo che il giovane André fu squalificato dalla FIFA (perché il suo tesseramento al Barça era stato irregolare), poi l’Ajax dal 2016 ad oggi, è stato per due anni scivoloso con alcuni incontri e non solo in campo. Lo scorso febbraio è stato squalificato per un anno dalla Uefa perché positivo al furosemide, farmaco prescritto alla moglie Melanie. Nessuno fa una facile ironia sul fatto che la furosemide sia un diuretico, usato per il trattamento di edemi e ritenzione idrica. Tuttavia, la UEFA ha riconosciuto che si trattava di buona fede (André pensava che fosse un’aspirina), ma ha deciso di punirla comunque (a giugno, però, la squalifica è stata ridotta a nove mesi). Onana lo raccoglie e le fa strada: da mesi assume un diuretico, si consola con il figlio di due anni, poi torna in rosa Ajax a novembre. E sembrò subito un po’ arrugginito, in realtà. Nel frattempo, Stekelenburg, Pasveer e persino Gorter lo sorpassarono. È tornato in Eredivisie alla fine di febbraio. Maluccio all’esordio: sconfitta dell’Ajax contro Go Ahead Eagles, doppietta al raccolto. Non meglio nelle altre due partite, anche se vinta dai Lancers. Due gol subiti contro l’RKC Waalwijk e lo stesso contro l’SC Cambuur. Risultato: In Onana Division ha segnato una media di due gol subiti a partita.

I vecchi allenatori giudicano un portiere da quanto sa “salvare la parabola”. A quel punto il più si fa, il resto è appannaggio dei grandi (che anche a volte sbagliano: la storia del calcio è piena di papere clamorose). Poi si va a vedere e scoprire che nel 2022, tra Eredivisie, Coppa d’Olanda, Champions League e Coppa d’Africa, il buon André ha giocato 12 partite ed è riuscito a non subire gol solo in due occasioni. Contro l’AZ Alkmaar nella KNVB Beker (Coppa d’Olanda) e contro il Gambia, quarti di finale della Coppa d’Africa. Per il resto ha subito gol dappertutto. Non è sempre stata colpa sua, ma non erano quasi mai gol inarrestabili. Parabola dopo parabola, torna sempre. Eppure il corpo è bestiale, l’istinto quello del giaguaro, lo sguardo del predestinato, i riflessi felini. Eppure per un paio d’anni è stato salutato come uno dei migliori portieri della sua generazione. Eppure il ragazzo ha le spalle larghe. È ancora giovane, deve farlo. Ma sappiamo che i portieri sono così. Vengono lasciati soli per tutta la partita, pieni di mille pensieri e poi fanno una frittata. Onana ha venticinque anni e ha un curriculum che una volta era prestigioso ma ora sembra frizzante. È una scommessa. Una moneta lanciata in aria. Del resto anche il portiere che abbandona la propria porta e decide di uscire per prendere e/o respingere il pallone fa una scommessa con la forza di gravità e la dinamica che regolano un corpo che si muove nello spazio. Di solito gli si addice. Se si chiama André Onana, è un po’ meno bravo.