Esclusiva arrivata: “Fidati di questa Juve”

Maurizio Arrivabene mantenere le sue promesse. Potrebbe essere una sua pretesa personale, utile anche nel ruolo che ricopre dallo scorso luglio, utilissima oggi. Se ne parlava qualche mese prima che lasciasse la Ferrari e si ripeteva dopo un’altra uscita altrettanto dolorosa, quella della Juve dalla Champions League. sì “Ti prometto che il tuo giornale farà la prima intervista a Leclerc“–e così è stato – a”Ti farò il colloquio a gennaio“Non ci siamo incontrati a gennaio o all’8 marzo, data dell’appuntamento posticipato”.Altre valutazioni e riflessioni, niente di drammatico“La sua spiegazione”Data l’attenzione su Dybala, in un modo o nell’altro vogliamo prendere una decisione finale.“Ma sono passate poche ore sconfitta con il Villarrealeccoci a Milano, io sono il meno puntuale per via di Trenitalia.

Avete dormito bene?

«Sì… siamo già in veste ufficiale?».

Certo.

«Sonno Ho dormito, anche se ero uno che dormiva poche ore, quattro o cinque di notte. Ho assorbito la sconfitta? Sono un Brescia frugale, molto pragmatico e non mento. L’obiettivo di questa stagione era passare al secondo turno e piazzare la Champions League successiva. Dopo essere arrivati ​​al primo, abbiamo proceduto partita dopo partita. L’uscita è stata sgradevole per molto tempo, ma non cambia di un briciolo i nostri piani. Si chiude un capitolo e si apre un altro, la società punta su un piano triennale, un progetto triennale, in cui – siamo tutti molto chiari – l’aspetto finanziario deve convivere con quello sport, i conti con i risultati del campo . . Non abbiamo mai detto niente di diverso dalla scorsa estatee».

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Quando Ronaldo era ancora lì.

«Nei primi giorni, vedendolo in campo, motivato e in pista, ero convinto che si sarebbe fermato. In seguito ha espresso altre intenzioni e sappiamo esattamente come è andata».

Oggi, caro Arrivabene, è il giorno degli schiaffi.

«Sono prima di tutto un tifoso della Juventus, conosco l’amarezza, le sensazioni che provi quando sei dall’altra parte, le ho vissute sulla pelle. Ora che sono qui, con la consapevolezza del mio ruolo e delle mie responsabilità, reagisco diversamente. Anche quando sono al gioco ho tutto dentro, con tanto impegno, tradisce la mia natura».

A differenza di Nedved.

«Pavel è più istintivo, non si ferma… Guarda, alla Juve è cambiata la struttura, noi non siamo qui per ricostruire, ma per costruire. Io, Nedved, Cherubini e Allegri: scelte, decisioni e programmi sono il risultato di una riflessione a quattro vie e senza dimenticare la condivisione di percorsi e obiettivi. Certo, sotto la guida di Andrea Agnelli, che vive tutto il giorno alla Juve, arriva in sede alle 7:30 del mattino – di solito a quell’ora siamo solo io e lui – e se ne va quando è buio.».

Sembra una distrazione dalla Super League.

«Affatto. È molto presente nella vita di tutti i giorni. La Super League è un argomento che non può essere ignorato, siamo da lui informati su tutti i passaggi».

I tuoi tifosi vogliono sapere che la Juve tornerà a giugno.

«Quando giochiamo a calcio, l’aspetto finanziario non può impedire l’aspetto sportivo. Vlahovic e Zakaria sono saldamente consolidati per questa stagione, ma soprattutto per la prossima. L’accelerazione di gennaio ha ovvi motivi».

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