Carles Perez e Smalling in porta, che finale per Mourinho!

Se il risultato conta nel calcio, allora la Roma ha qualcosa per cui sorridere. Il 2-1 finale per i giallorossi, invece, dice una cosa diversa. Per 81 minuti in campo abbiamo visto una squadra, quella di Mourinho, stanca e inspiegabilmente lenta, sterile, pigra e ferma, appena sotto il punteggio contro. una Salernitana più convinta. E poi in tre minuti (tra l’81’ e l’84’) ecco il cambio drastico della narrazione: primo Carlu Perez poi Smalling per cambiare il punteggio e dargli una sorpresa che sembrava un miraggio. La pazza Roma di Mou regala un tale sorriso a 62.000 tifosi olimpici dopo tanta paura e incubi di una sconfitta contro una Salernitana rimodellata e già con un piede in Serie B. Onore ai campanelli, capace di sognare il tiro per quasi tutta la partita grazie al gol trovato nel primo tempo da un libero kick kick di Radovanovic. Tanto controllo e organizzazione fino al crollo finale. La Roma porta a casa con difficoltà il terzo successo consecutivo (e l’undicesimo risultato utile) in campionato e mantiene il quinto posto. Un toccasana in vista della delicata sfida di giovedì contro Bodo e delle due terribili trasferte che lo aspettano, prima a Napoli e poi a Milano contro l’Inter.

E le scelte di Mourinho e Nicola

Mourinho sceglie Abramo e Felice come una coppia d’attacco con Mkhitaryan in aiuto. Pellegrini non c’è. In mezzo giocano Sergio Ulivo e cristiano. Karsdorp ed Lo Shaarawy l’esterno. In difesa c’è Smallingin panchina si ritrova Spinaci. Nicola, senza gli squalificati Bonazzoliindica il tuo Djuric e Ribery alle sue spalle. Radovanovic in difesa.

Primo tempo, che peccato per la Roma!

Il primo tempo ruota attorno a un sostanziale equilibrio. La Roma gioca a ritmo costante, la Salernitana sorpresa Mourinho con uno spettacolo brillante e orgoglioso. Poche le occasioni da gol, soprattutto della Roma, che dalle fasce di Sepe non riesce praticamente mai a rendersi pericolosa. Abramo è servito poco e male e le uniche emozioni vengono da due tentativi Mkhitaryan fuori misura. La Salernitana gioca meglio, è più compatta e organizzata e trova il clamoroso vantaggio al 22′ con una potentissima penalità dal limite di Radovanovic che passa attraverso la barriera romanica e sfila dietro Rui Patriziu. Questo è il gol che blocca i 62.000 in tribuna. La reazione dei Gialli è sterile, il ritmo delle manovre continua ad essere troppo lento per far preoccupare l’attento campanello di retroguardia. El Shaarawy non si vede praticamente mai, solo un po’ meglio Karsdorp, troppo pasticcione e impreciso sui cross. Un possesso palla sterile va alla Roma con la squadra che non riesce a costruire nulla di buono. Gli ospiti protestano per due rigori non assegnati dall’arbitro Volpi, il primo per una dubbia spinta da Obi a Mkhitaryanil secondo per un contatto tra Gyomber e Felix parte fuori area (e conseguenti proteste di Mourinho che chiede il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo al posto del semplice giallo imposto al difensore). È invece Rui Patricio che in un paio di circostanze salva la cabina su due tentativi degli ospiti. Il primo tempo si è concluso così, con una Roma troppo deludente e ferma sotto porta e accompagnata negli spogliatoi dai fischi dell’Olimpico.

In ripresa, Zaniolo gli dà l’energia di cui ha bisogno

La Roma torna in campo con i quattro dietro: fuori Kumbulla e a Zaniolo. L’inizio dei giallorossi sembra incoraggiante, grazie soprattutto all’energia trasmessa da Nicolò. Grande occasione per Abraham su un passaggio lungo di Sergio Oliveira: l’inglese era davanti a Sepe ma mancava del controllo che permetteva al portiere di intervenire. Al 57′ è Zaniolo ad avere la palla pari alla sinistra su assist di Felix ma il suo rasoterra arriva. decisamente deviato in corner da Gyomber. Poco dopo su cross di Karsdorp c’è Felix con la testa incapace di trovare la porta in assoluta libertà. Altro gol goloso fallito dai gialli. L’ingresso di Zaniolo regala imprevedibilità e vivacità a una squadra sempre troppo ferma e monotona. Solo il nuovo arrivato è andato vicino al gol al 62′ con una diagonale dal nulla. Nicula corre in copertina e inserisce Dragusin, Zortea, Verdi e Kastanos. Appena l’ultimo ha il pallone più clamoroso del secondo tempo ma davanti a Rui Patricio non riesce ad inserire il pallone del doppio, perdendo l’incredibile occasione. Mourinho mette in finale Shomurodov, Zalewski, Carles Perez e Veretout senza riuscire mai a trovare una Roma convinta. Non si vede alcuna occasione da gol e la confusione regna sovrana. Quando ora lo spettro della sconfitta sembra materializzarsi, ecco che arriva il destino inaspettato si realizza Carlu Perez 81′: Mkhitaryan allunga per lo spagnolo che trova un tiro dal limite della sinistra che lascia Sepe immobile. È una gemma inaspettata in un pomeriggio molto soleggiato. La Roma attacca alla ricerca della porta del sorpasso. Shomurodov colpisce la rete con un tiro di poco alto da fuori area dopo 85 minuti La zampa sottomessa di Smalling a incenerire le speranze della Salernitana su punizione sfiorata alla perfezione da Veretout. In tre minuti tutto cambia alle Olimpiadi con una rimonta puzzolente. Poco dopo, Shomurodov ha interpretato il trio, rafforzando i riflessi di Sepe. Prima del fischio finale Zaniulù non centrare la porta da una posizione ottimale. Al triplo fischio l’olimpionico tira un sospiro di sollievo. Una Roma brutta e rivedibile porta a casa tre punti inaspettati contro un’ottima Salernitana.

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Roma, vittoria brillante sulla Salernitana: Perez e Smalling, gol d’oro