Brescia a Corini. Ma la “clausola” di Inzaghi resta un caso aperto

BRESCIA A CORINI, MA… Sarà dunque Eugenio Corini a provare a portare il Brescia in A.. In mezzo a un filo di responsabilità, la famosa “clausola di salvaguardia” inserita nel contratto della scorsa estate non è bastata a prevenire la burrascosa fine di un rapporto turbolento che non ha nemmeno salvato la forma, che almeno a livello umano deve queste sostanze. Cellino non ha nemmeno chiamato coach Piacenza per spiegare la sua scelta. Insistendo per rifondare una squadra capace di lottare al vertice della Serie B, come accaduto quando il Brescia occupò uno dei primi due posti per 1.333 minuti, Inzaghi fu liquidato con una mail, non appena il tecnico sardo ebbe la certezza che Corini fosse svincolato dal contratto con il Lecce di Sticchi Damiani, titolare molto contento di una risoluzione che gli farà risparmiare un milione di euro.

RISOLVERE. Insomma, l’esenzione è totale, ma se ultimamente Pippo avesse ragione? La vicenda, infatti, pur non essendo una giurisprudenza consolidata, non è ancora archiviata dopo le proteste della stessa AIC, pronta a fare del “caso” un elemento da considerare in futuro anche nel rispetto del contratto collettivo. Mentre le parole inequivocabili di Sara Agostini, legale di Inzaghi, sottolineano che siamo di fronte a un caso di diritto del lavoro che potrebbe essere indagato a livello di giustizia sportiva. “Siamo pronti a far valere i nostri diritti in un accordo senza precedenti, ma c’è un contratto firmato”, ha detto l’avvocato. E la questione economica è la parte meno rilevante del contenzioso anche se tutto potrebbe sfociare nel risarcimento di eventuali danni professionali e di immagine. Il passo successivo, al Collegio Arbitrale, dove cercheranno di infrangere la famosa “clausola di salvaguardia” voluta dallo stesso Cellino per convincere Pippo ad accettare B e rinunciare alle offerte di A.

IL GRAN SALE D’INZAGHI. Il saluto di Inzaghi su Instagram è una lezione di stile in cui brilla l’amarezza. Eccolo: “Nove mesi fa sono arrivato a Brescia pieno di voglia di fare le cose, di tornare in un luogo caldo per costruire qualcosa di bello in due anni di progettazione; Mi è stato chiesto di consolidare la squadra in serie B, con un sogno playoff, da cui è nato l’impegno della Società di non esonerarsi se la squadra rimanesse tra i primi otto, per evidenziare che, se quel gol fosse stato realizzato, nulla potrebbe avere. prendi il mio posto… Chi mi conosce sa che sono ambizioso, quindi in me il sogno dei playoff è diventato un traguardo da titolare perché sono così, se non torno e non faccio mille per mille ritorni. Sono impazzito… e così è stato! Sono stati mesi di costruzione e duro lavoro, conquiste e primi posti inaspettati.Tra me e la città è stato subito amore..caldo, discreto e mai caotico, mi ha accolto come una famiglia! Mio figlio è nato a Brescia e noi ci saremo per un po’ di professionalità, appartenenza e affiliazione. amore per questo sport. Vorrei divertirmi e arrivare alla fine di questo anno incredibile… Ma sai una cosa! È questo calcio, fatto di alti, bassi e colpi di scena? Dopo 30 anni nel calcio, sono ancora stupito e amo anche questo sport! Questa avventura finisce così… Nessun rimpianto; Con grande dignità lascio lo staff a coloro che venerano dopo di me, auguro loro ogni possibile vittoria per questa città che merita davvero tanto! Vorrei però concludere con una riflessione che sarà approfondita negli uffici competenti: anche privilegiati, anche noi atleti siamo lavoratori, soggetti a doveri, doveri e diritti; Firmiamo contratti di lavoro come persone nel mondo del lavoro, che prevede diritti e, soprattutto, doveri. Mi sembra assurdo che in uno Stato come l’Italia, che è appunto una “Repubblica del lavoro”, le alte cariche dello sport non si assumano la responsabilità della tutela delle obbligazioni contrattuali, scaricandole da persona a persona. Ma sono sicuro che la ruota gira sempre per tutti e dopo il temporale c’è sempre pace Grazie di tutto Brescia e grazie a tutti Bresciani Ad major. Pazzo “.